Non è notizia di oggi, ma va riportata. Come al solito l’Italia è il paese delle cose fatte a metà, è un nostro marchio di fabbrica e forse un pò ne siamo anche orgogliosi, visto che chi ne subisce le conseguenze non fa nulla per dimostrare il suo disappunto.
Il bando di gara per l’assegnazione delle frequenze radio 3,4 -3,6 GHz, quelle su cui viaggerà il segnale con la tecnologia WiMax, è stato pubblicato da poco e già fa polemica.
A tal proposito vi consiglio di leggere questo articolo scritto su repubblica.it WiMax il bando delle polemiche.
Il pericolo al quale si va incontro è che, come succede spesso, queste gare vengono vinte dalle grosse aziende, le quali, non potendo partecipare direttamente in quanto sono esclusi operatori di telefonia che hanno già la tecnologia UMTS, cercheranno di farlo attraverso società satellite. Non dare alle piccole amministrazioni locali una “corsia preferenziale” vorrebbe dire escluderle dalla gare vist le scarse possibilità economiche che già hanno.
A rimetterci in tutto questo siamo sempre noi cittadini, ai quali faranno pagare questo servizio ad alti costi e che dovremmo continuare a pagare, indirettamente, gli sprechi di denaro delle nostre amministrazioni (Telecom su tutte).
Ma c’è di più, molto di più. Il bando di gara è stato impugnato, giustamente, dalla società MGM Production Group Srl, la quale afferma che il bando di gara cosi come delibarato da AGCom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, e presentato da Gentiloni, andrebbe a favorire, per l’appunto, i soliti colossi della telefonia nazionale. Infatti, dell’elenco delle parti resistenti fanno parte oltre ad AGCom e Ministero delle Comunicazioni, anche H3G, Telecom Italia SpA, TIM Telecom Italia Mobile SpA, Vodafone e Wind Telecomunicazioni.
Per fortuna c’è chi qualcosa cerca di fare, se anche tu vuoi combattere questa ennesima ingiustizia firma la petizione che il Blog di Beppe Grillo invierà alla Commissione Europea.
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