Non è un titolo di un film, ma quanto sta accadendo a molti utenti di ‘Facebook’ e ‘Myspace’. L’allarme viene lanciato da ‘Get safe online’, sito sponsorizzato dal governo britannico che si occupa di salvaguardare i naviganti della rete.
Secondo le sue stime sono oltre un migliaio gli episodi di identità rubata solo in Gran Bretagna, ed il fenomeno è in continuo aumento. La raccomandazione è quella di dare meno dati possibili, o per lo meno solo i necessari.
Il problema non è nuovo ai più e dovrebbe essere esteso anche alle tante, anzi troppe, “vittime” di SPAM, in entrambe i casi, infatti, si lede il principio fondamentale della violazione della privacy, nonostante le misure preventive che molti utenti prendono, usando software antispam o quant’altro, il fenomeno è in continuo e costante aumento.
Non esistono, in realtà, rimedi a questo fenomeno, la denuncia potrebbe essere uno, ma chi denunciare? Si potrebbe partire dalle aziende che ne traggono dei benefici, ma spesso, anzi praticamente sempre, hanno le spalle ben coperte dalle famose “Condizioni di utilizzo” che vengono accettate senza neppure una rapida lettura da chi lascia i suoi dati di iscrizione su un sito. Forse una regolamentazione più dura per chi abusa di questo “contratto” potrebbe essere una soluzione, ma fino ad oggi nessuno, tra chi poteva e doveva farlo, ha messo un freno a tutto ciò.
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